“Invito a cena con delitto” pessima ma necessaria traduzione dell’originale “Murder by death” è il mio film feticcio. E’ un film del 1976 e che, quindi, vidi a circa undici anni in un cinema vicino casa che ora non c’è più.
Andai a vederlo perché qualcuno della mia famiglia me lo consigliò conoscendo la mia passione per il giallo, immaginando che avrei apprezzato una buona e divertente parodia. All’epoca, tralaltro, ero un assiduo lettore dei “Gialli per ragazzi” quelli con Jupiter Jones presentati da Alfred Hitchcock.
In ogni caso, malgrado la passione per i gialli, non apprezzai il consiglio perché quel film mi terrorizzò a morte, il “molto màcabro spirito” di cui era imbevuto riuscì a farmi sorridere poche volte.Immaginatevi la scena: in una platea che sghignazza, un bimbo impaurito con la testa nascosta dietro la spalliera della poltrona davanti che si sforzava di ridere cercando di comprendere cosa ci fosse da ridere.
Mi terrorizzarono nell’ordine: le urla del campanello, i quadri dai quali sbucavano occhi veri, i pezzi di cameriera robot nella valigia. Mi fece ridere solo la gag di James Signora, Ben Signore e basta.
Oltre a non ridere io non capivo la storia e, da ingenuo lettore di gialli, esigevo un colpevole, delle prove e una spiegazione finale che lo inchiodasse.
Un paio di anni dopo lo rividi, dopo aver letto qualche libro giallo in più, e capì cosa c’era da ridere, tutte le battute entrarono di diritto in quel mio contenitore di citazioni citabili che infiorettano gli eloqui dei cinefili. Particolare preferenza era accordata alle massime di Peter Sellers nei panni di un investigatore cinese che ricorda molto Charlie Chan. La battuta sulla “vacca sul muro” riesce ancora adesso farmi ridere. Divertentissimi gli storpiamenti grammaticali della sua parlata, perfettamente adattata in italiano per cui una stanza vuota diventa “stanza piena di persone sparite”.
Il film è divertente e gradevole, ho l’impressione che nel tempo abbia acquisito lo standard di cult movie. Ho scoperto molte persone che ricordano le battute, quasi tutti sanno, ad esempio, che “Domanda continua è come [...] a lungo andale illita”.
Il film si regge per tre quarti con gustose parodie scritte da un raffinato Neil Simon e ottime gag (lo scontro tra Sir Alec Guinnes, il maggiordomo cieco e la cameriera sordomuta è da antologia). Si sfilaccia nel finale in cui il gioco della parodia si appesantisce un po’ e arranca perdendo qualche colpo.
Notevole il cast, come dice Ernesto Maria Volpe in “ Pagine 70 “, il film è un grande film di attori, da Sellers a Niven a Peter Falk (che in originale recita con un divertente accento italiano). C’è anche Truman Capote che si prende molto in giro. E poi, come detto, Sir Alec Guinnes che “attende tutti con ansia”.
Un film gradevole, da riscoprire anche perché la versione DVD costa relativamente poco ed è dignitosa.
Attenzione, però, a non confondere questo film con “Signori il delitto è servito” che è altrettanto divertente ma è una parodia del noto gioco “Cluedo”.
-
Home
Iscriviti al feed
-
Hanno detto...
-
Ultime cose
Ha ragione, come quasi sempre, il
Macerie, boati e grida fanno da sottofondo alla fuga degli eroi; tra le macerie un anello con una enorme pietra che, credo di ricordare, era gialla. All’improvviso una mano invisibile raccoglie da terra l’anello.


