
Appena arrivato da Play.com.
Silver Anniversay Edition.
Film sul quale molti storceranno il naso.
Ma io ne conservo un ricordo fantastico. Visto al cinema, ricordo pure quale e ricordo anche il giorno.
Insomma non potevo resistere all’edizione speciale per il venticinquennale.
Ne riparleremo anche se, a memoria, ne ho gia scritto una volta.
A dopo.
Ps. L’edizione non e’ affatto male.
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Via Cinematical rimbalzano le dichiarazioni rese dal nuovo CEO della Disney al Wall Street Journal.
Robert Iger è dell’idea di "tentare" la vendita dei DVD direttamente al botteghino quando lo stesso film è in programmazione così da sfruttare da subito la distribuzione dell’home video.
E’ noto che il secondo è il mercato più ricco, lo conferma implicitamente Iger stesso affermando che: "Si spende troppo per guadagnare qualcosa al box office e si aspetta troppo tempo per entrare nel mercato dell’home video".
In Italia la stessa idea era venuta anche ad un noto produttore cinematografico che adduceva ragioni molto simili alle quali si aggiungeva la preoccupazione per la "terribile" pirateria.
La proposta di Iger è stata, accolta male ed è, allo stato, nient’altro che un autorevole wishfull thinking.
A me l’idea non piace moltissimo ma riconosco che individua un percorso ormai inevitabile che indurrà, prima o poi, ad una diversa configurazione del mercato cinematografico con prevedibili conseguenze anche spiacevoli.
E’un dato di fatto che ormai la sala cinematografica non è più il "luogo del cinema", ma solo una delle alternative.
Mi chiedo, anche se ora è una domanda inutile, se il rendere ancora più rarefatta l’aria che passa attraverso la finestra della distribuzione cinematografica non possa indurre gli esercenti e i distributori a scegliere cosa programmare e distribuire.
Indurli, insomma, a "creare" un mercato del cinema in sala "seriamente diverso" da quello in casa.
Si potrebbe, ma è solo un’ipotesi, personalizzare la programmazione a seconda dell’esercente, diversificarla, magari recuperando film vecchi, creare retrospettive, proporre film non facilmente reperibili anche in home video. D’altronde è proprio la diffusione dell’home video che ha creato le ultime generazioni di cinefili e che ha formato le schiere di spettatori che film, in un modo o nell’altro, ne vedono tanti.
La contemporanea presenza in sala e in videoteca è, poi, un’eventualità che si è gia verificata in Italia. Ricordo, infatti, che "Le conseguenze dell’amore" è stato recuperato nelle sale dopo i trionfi siciliani quando il DVD era già uscito a noleggio.
Forse la proposta di Iger, quando verrà accettata, obbligherà l’"impresa" cinematografica a non considerare più il film come un gagdet perfettamente fungibile, l’accessorio da allegare al bicchiere di pop corn o come il trailer del DVD di prossima uscita.
Vedremo, perchè‚ sono sicuro che molto presto se ne riparlerà.
Nel frattempo qui (in inglese) e qui, in italiano, sull’interessante Nextscreen, si suggeriscono altre riflessioni.
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Post ad alto rischio qualunquismo.
Enrico Magrelli, nella sua pagella settimanale su Film TV, dà un bel tre agli spettatori.
Secondo il “Giudice ragazzino “ questi si sono meritati la bacchettata , il frego di matita rossa, per “non essersi accorti” di “In her shoes” , “Crash” e di “Ogni cosa è illuminata”, titoli che, a quanto pare, non hanno riscosso il consenso che, secondo Magrelli, meritavano.
Ora, senza alimentare polemiche, senza alzare i toni, mi prendo la briga di alzare la manina e contestare quel voto.
Poi torno a posto e, se Magrelli desidera, mi metto anche dietro la lavagna.
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La Ermitage è una casa editrice italiana che pubblica DVD di film molto vecchi, si tratta spesso di pellicole risalenti all’età del muto o di gloriosi classici che non sempre trovano una facile distribuzione commerciale. Uno sguardo al loro catalogo principale vale più di mille parole.
A loro va riconosciuto il merito di aver pubblicato in Italia, a prezzo abbordabile per precisa politica editoriale, i film di Buster Keaton e, altro merito, saranno i primi a pubblicare in Italia le cose di Harlod Lloyd.
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