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Category Archives: Appunti cinefili

Appunti ed opinioni sul cinema secondo…me

Muccino e i blogger

05-Feb-08

Via Kekkoz.
Una cosa del genere è meglio metterla sul blog.

Muccino, il piccolo…

Il problema è che il critico quando scrive qualcosa si assume delle responsabilità, i bloggers non rischiano niente, possono dire ciò che vogliono. L’impressione che molto spesso ho avuto è che parlassero per sentito dire, seguendo delle chiacchiere di corridoio.

Muccino, il piccolo, ha capito tutto dei blog e della critica.
Siamo degli irresponsabili, scriviamo ciò che vogliamo, inseguiamo chiacchiere di corridoio e parliamo per sentito dire.
Vabbe’, va…
Qualcuno glielo spieghi…

Basta con i finali alternativi

17-Jan-08

Questa l’avevo segnalata di là .
La segnalo anche di qua facendo seguire alcune mie considerazioni.

Esiste un finale diverso di “Io sono leggenda” , lo ha ammesso il regista Francis Lawrence dicendo che questo finale alternativo finirà sul DVD. Non sulla prima edizione ma sulla seconda.

Non più di un paio di settimane fa lessi che per “The Kingdom” era stato scritto un finale diverso che, mi pare di ricordare, non fu mai girato.

Una delle critiche che si leggono su “1408″ è che l’edizione europea ha un finale diverso rispetto alla edizione americana. Finale che, da quello che ho capito, è migliore ed è finito in DVD.

Ora, capisco la postmodernità, comprendo che il supporto DVD permetta questo, ed altro, partecipo ai tormenti del final (director’s) cup.
Tutto quello che volete, ma fare un film significa anche fare scelte sulla storia.
Fare scelte significa rischiare anche che il pubblico borbotti, la critica maltratti e giudichi.
Con la scappatoia dell’altro finale, delle scene tagliate e cosi’ via si crea una perenne “uscita di sicurezza” a disposizione del regista, scrittore ecc. ecc.
Si perde, in qualche modo, il fascino della narrazione univoca, quella unilaterale. Quella che “ti racconto una storia che finisce come ho deciso e non come ti piace.
Ho il timore che tra qualche anno arriveremo a forme di snodabilità cinematografiche e che nel prossimo “Titanic” affonderà a solo la scialuppa di salvataggio con i cattivi, che Bogart e Bergman mettano su famiglia oppure che nel “Il sesto senso”…

Ah, dimenticavo… una lamentela del genere l’avevo già scritta nel 2003…

In un cinema a Monaco…

04-Dec-07

Rocky Horror Picture Show La prima volta che sono passato l’avevo appena notata e ho pensato che quell’insegna fosse il residuo di un cinema chiuso da decenni.
Una specie di istantanea dell’ultima sera di gala rimasta lì per pigrizia o solo per commemorazione. Ma guarda un po’, anche i tedeschi sono un po’ sciatti e lasciano andare le cose.
La presenza, nella stessa insegna di titoli recenti, appena notata con la coda dell’occhio mi aveva fatto venire qualche dubbio… “Avro’ letto male”.
La seconda volta mi sono avvicinato, il cinema era aperto sono entrato certo di finire un una specie di faglia temporale, come quelle che si vedono in “Torchwood”.
Ho scoperto che quella non era una insegna di tempi antichi, magari lo era nello stile ma quella era la programmazione di quel giorno…
E il “Rocky horror picture show” lo danno in una delle sale di questo cinema esattamente da trent’anni.
E’ una sala da Guinnes dei primati.
Avrei fatto delle foto della porta della sala ma lo sguardo severo della cassiera mi ha dissuaso.
Credevo che sale così non esistessero più…

Dove comincia la notte

23-Nov-07

Dove comincia la note Suggestione cinefila.
Il nascondiglio” ricorda per certi aspetti un altro film scritto da Pupi Avati: “Dove comincia la notte” .
E’ un film del 1991 che ricordo come un magnifico thriller diretto dal quasi esordiente Maurizio Zaccaro e interpretato da attori, almeno allora, poco noti.
Vinse anche un David di Donatello ma non ricordo ebbe una enorme distribuzione.
“Dove comicia la notte”si sovrappone a “Il nascondiglio” in più punti.
Oltre ad essere scritto da Avati, abbiamo un mistero del passato, una casa con un ospite inquieto e una indagine.
Altro punto in comune è l’ambientazione americana di una produzione italiana.
La locandina promette sangue a litri ma è più un omaggio “iconico” e mercantile agli slasher dell’epoca.
Il film è, invece, giocato sul non mostrare nulla e nel costruire una crescente tensione con la sola atmosfera nella sua manifestazione più semplice.
Un esercizio di narrazione molto raffinato senza le ottime “lezioni di gotico” de “Il nascondiglio”.
Lo spettatore è abbandonato sul ciglio di una ghost story ed è invitato ad entrare in un labirinto che scoprirà abitato da più di un fantasma.
Il finale è spiazzante, malsano.
All’epoca mi inquietò molto.
Ho fatto delle ricerche e ho scoperto che il film esiste solo in VHS ed è, a tutti gli effetti, una rarità.
Non sarebbe male recuperarlo in DVD.
Qualcuno di voi lì fuori lo ricorda?

Scimeca vs. ANEC

16-Nov-07

Botta, risposta. Postilla.

Prima la botta.
Ansa.
Pasquale Scimeca, regista:

Il sistema delle sale è paramafioso.
La gente vuole vedere qualcosa di diverso ma glielo impediscono.
[...]
In Italia il 97% del mercato passa per 6 distributori, che poi sono 3, visto che Disney, Buena Vista e Warner sono la stessa cosa

La risposta.
Via Cinematografo.it

Paolo Protti, presidente dell’ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema):

Scimeca è solo in cerca di facile pubblicità.
Non c’è altra spiegazione al suo attacco di oggi.
[..] E’ talmente poco vero che al pubblico venga negato quel che vuole vedere, che gli spettatori sono quest’anno in sensibile aumento, e molti di quanti frequentano le sale, scelgono film italiani di ogni tipologia. Alle altre, confuse e improbabili tesi del regista, non vale la pena di replicare.

La postilla è mia.
Premesso che dare del paramafioso non è il massimo del garbo e che, anzi, sfiora la diffamazione, è anche vero che, ad esempio, a Napoli questo week-end è difficile vedere un film italiano che non sia “Matrimonio alle Bahamas” o “SMS- Sotto Mentite Spoglie” (che sono nelle tre stesse multisala ) o “Come tu mi vuoi” (che esce in quattro multisala, le stesse di prima più una).
Mi pare evidente, allora, che “al pubblico venga negato quel che vuole vedere” se desidera vedere qualcosa di diverso rispetto al cinema che gli esercenti e distributori hanno deciso di fare vedere.

Ma questa decisione è di mercato o di cartello?
Io, senza tirare in ballo teste di cavallo nel letto, ho dei dubbi.
Dubbi alimentati anche dalla rapidità di passaggio nelle sale di alcuni titoli e per la assenza totale di altri.
Intanto “Tideland” è uscito a Napoli, in una sala. Rimarrà per il week end.

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