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Category Archives: 31 film della vita

31 film della vita. La vita in 31 film

31 film - #1 - La casa dalle finestre che ridono

29-Dec-03

La casa dalle finestre che ridono C’è stato un periodo in cui i film dell’orrore me li facevo raccontare da chi li aveva visti o raccontava di averli visti. In questo modo ho ascoltato, “L’esorcista” prima di vederlo molti anni dopo a cinema, i primi di Dario Argento e tanti altri. Due circostanze mi costringevano a ricorrere a questa conversione da immagini in movimento a parole, pause e sguardi: l’età e la paura.
Fin quando non ho compiuto gli anni necessari per scavalcare con sorriso spavaldo la cassiera del cinema che mi ricordava che quel film “era rigorosamente vietato…” non potevo assistere a quei film.
Anche quando potevo entrare regolarmente al cinema preferivo, comunque, documentarmi prima, in modo da essere preparato.
Ovviamente a cinema sceglievo i posti vicino all’uscita perché, non si sa mai, qualcosa poteva essere sfuggito.
I film d’orrore mi piacciono, ma non li vedo mai con l’atteggiamento di chi la paura deve sconfiggerla, quasi esorcizzarla. Non ho mai assistito ad un film d’orrore ripetendo a me stesso “tanto sono solo musica ed effetti speciali. E’ tutto finto”.
Io, se guardo un film horror, voglio avere paura, devo essere spaventato magari al punto tale da non dormire la notte. Al momento in cui spengo la luce devo avere almeno un ripensamento, un brivido, giusto un attimo, il tempo di auto convincermi che “E’ solo un film… ora dormiamo”.
A dire la verità film che mi hanno spaventato a tal punto sono pochi, pochissimi. Il resto è stato solo musica ed effetti speciali.
Ci sono le eccezioni; l’ultimo brivido, ad esempio, l’ho provato con “The Blair Witch Project” i cui ultimi 10 minuti mi hanno schiacciato sulla sedia e mozzato il respiro. Altri brividi sparsi sono stati “Ballata Macabra“, “Suspence” il primo “Halloween“.
L’Oscar per il maggior numero delle notti in bianco va a questo film italiano, visto in televisione una sola volta.
Mi terrorizzò al punto tale che non ho mai avuto il coraggio di rivederlo, quindi, a buon diritto entra nella lista dei 31 film della vita.
L’ho visto durante la vacanza in montagna, con un vecchio Irradio bianco e nero con pochi pollici a disposizione.
Ero in compagnia dei cuginetti; eravamo a casa seduti su quelle sedie scomode che arredano le case di vacanza.
Nelle scene più paurose cercavamo di rifugiarci nelle, poche, stanze vicine: non avevamo alternativa perché, all’epoca, il telecomando non esisteva.
I genitori erano fuori, da qualche parte.
Quando tornarono ci videro pallidi, terrorizzati mentre scorrevano i titoli di coda.
Ognuno vantava di aver resistito alla paura più degli altri. Ovviamente mentivamo.
Ci aveva ingannato il fatto che nessuno ci aveva mai parlato di questo film, nessuno ce l’aveva raccontato, quindi non poteva essere veramente pauroso; Pupi Avati era noto, a noi ragazzini per alcuni sceneggiati che piacevano alle mamme.
Gianni Cavina, poi, faceva uno spettacolo la sera il cui tormentone era “forse che si’ forse che no”…
Nulla di pauroso, state tranquilli ragazzi…
Non ho dormito per una settimana e, ancora adesso, quando vedo certi quadri penso alla storia di Lignani, il pittore delle agonie.

31 film - La lista

17-Dec-03

Da una idea di Nick Hornby.
Dopo Marquant e Gokachu
un cinefilo prova a raccontare sè stesso attraverso i 31 film della sua vita.
Venghino, siori e siore,venghino.
Protagonisti in ordine rigorosamente alfabetico

1997 Fuga da New York (1981 - J. Carpenter)
L’ abominevole dottor Phibes (1971 - R. Fuest)
Alien (1978 - R. Scott)
All that Jazz (1979 - B. Fosse)
Altrimenti ci arrabbiamo (1974 - M. Fondato)
Amadeus (1984 - M. Forman)
Apocalypse now (1978 - F. Ford Coppola)
La banda degli onesti (1956 - C. Mastrocinque)
Blade runner (1982 - R. Scott)
La casa delle finestre che ridono (1976 - P. Avati)
Chi ha incastrato Roger Rabbit? (1988 - R. Zemekis)
Edward mani di forbice (1990 - T. Burton)
Fantasia (1940 - Vari)
Finalmente domenica (1983 - F. Truffaut)
Frankenstein Junior (1974 - M. Brooks)
La fuga di Logan (1976 - M. Anderson)
Giustizia per tutti (1979 - N. Jewison)
Goodfellas (1990 - M. Scorsese)
JFK (1991 - O. Stone)
Il ladro di Bagdad (1940 - L. Berger M. Powell)
Matrix (1999 - A. Wachowski - L. Wachowski)
Notorius (1946 - A. Hitchcock)
La pantera rosa sfida l’ispettore Closeau (1976 - B. Edwards)
Pulp fiction (1994 - Q. Tarantino)
Qualcosa è cambiato (1997 - J. L. Brooks)
Shining (1980 - S. Kubrick)
Tempi moderni (1936 - C. Chaplin)
L’ ultima tempesta (1991 - P. Greenaway)
Una storia vera (1999 - D. Lynch)
I viaggi di Gulliver (1939 - Vari)
Viaggio allucinante (1966 - R. Fleischer)

31 film - Un incipit

15-Dec-03

Da un paio di sere mi sento come Woody Allen all’inizio di “Manhattan”. Voglio scrivere alcune cose, inizio a scrivere, mi fermo, rileggo, decido che non mi piace, cancello, ricomincio.
Cerco una introduzione ad effetto, qualcosa che invogli a leggere ancora.
Ma non riesco a trovare l’incipit. Non riesco ad andare oltre le tre righe.
Eppure voglio scrivere di una cosa semplice: desidero spiegare perché tra alcuni giorni posterò la mia lista dei 31 film della vita. Non è difficile. In fondo basta solo scrivere che questa idea l’ho trovata sui blog di due cinefili, Marquant e Gokachu, e che è una idea presa in prestito dal libro di Hornby “31 canzoni”.
Devo, poi, solo chiarire che nella lista non ci saranno i 31 film più belli della storia del cinema perché queste cose le lascio ai critici cinematografici, loro hanno visto tutti i film del mondo, io no, sono solo un cinefilo, il cinema lo vedo e non lo studio.
Deve essere altrettanto chiaro che la lista comprende 31 film che hanno lasciato un segno; sono, intimamente, i film che un cinefilo, incolto ed insonne, ricorda per qualche motivo non necessariamente cinematografico o artistico.
Vorrei avvertire chi legge che è possibile che per ognuno dei 31 film scriverò più in là, solo per spiegare, anzi raccontare, perchè è stato inserito.
Alla fine vorrei giocare un po’ sul numero 31, è un numero perfetto, l’ha scelto Hornby. Ma è anche perfetto perché non è divisibile se non per sé stesso e, quindi, si sottrae alla divisione in parti uguali tra generi, registi, attori.
Con un numero diverso sarebbe facile essere presi da smanie divisorio - compensative che rovinerebbero il gioco. 31 è il numero ideale, non è un numero enorme tale da spingerti a mettere dentro troppe cose, ma è un numero sufficientemente basso per costringerti a “dolorose” esclusioni; è un numero che mi obbliga a scegliere e, se voglio dire la verità, devo rinunciare a qualcosa, magari anche Woody Allen.
Ecco, non mi sembra siano cose diffilicili da scrivere, eppure stasera non riesco nemmeno a trovare un incipit decente.
Riproverò più tardi.

Un momento, forse ho trovato l’inizio.
Scusate, corro a scrivere prima che l’ispirazione fugga altrove.
Era la sua lista e lo sarebbe stata…

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