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	<title>Il cinema secondo me &#187; 31 film della vita</title>
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	<description>Il blog di un cinefilo incolto ed insonne. On line dal 2003</description>
	<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 07:11:31 +0000</pubDate>
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		<title>31 Film - #6 - La fuga di Logan</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2005 11:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fringe</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[31 film della vita]]></category>

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Il &#8220;piccolo&#8221; film di fantascienza a cui mi riferivo  nell’ultimo post  è  &#8220;La fuga di Logan&#8221;. Un altro di quei film di culto personale,  non a caso inserito tra i 31 film della vita.
Uscì nel 1976 e fu di lì  a poco oscurato da quello che ora è l&#8217;episodio IV [...]]]></description>
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<p><img class="articleimgleft" src="http://www.ilcinemasecondome.net/img/logan.jpg"  />Il &#8220;piccolo&#8221; film di fantascienza a cui mi riferivo  nell’ultimo post  è  &#8220;La fuga di Logan&#8221;. Un altro di quei film di culto personale,  non a caso inserito tra i 31 film della vita.<br />
Uscì nel 1976 e fu di lì  a poco oscurato da quello che ora è l&#8217;episodio IV di “Guerre Stellari” e da “Incontri ravvicinati”.<br />
Un film sfortunato.<br />
Fare un film di fantascienza in quegli anni  deve essere  stato un po&#8217; come essere un compositore al tempo di Mozart. Solo che, in questo caso, i Mozart erano due. Pur essendo un film per nulla paragonabile all’impatto scenico della  saga di  Lucas, “La fuga di Logan”  riuscì  a vincere l&#8217;Oscar per i migliori effetti visivi. Era una fantascienza fatta di plastica,  fumogeni,  costumi fantasiosi e set traballanti. Un tipo di  fantascienza, per intenderci,  molto fedele al principio che se proprio non puoi stordire e affascinare con la tecnica, i soldi ed il marketing, allora, è bene farlo  almeno con le idee. </p>
<p align="justify">E nel film, e nel romanzo da cui è tratto, le idee sono tante; in buona parte provenienti da quella fantascienza che aveva, soprattutto all’epoca, molto cari i tempi post apocalisse.<br />
Le varianti sono numerose:  nel film ritroviamo l’idea del controllo sociale, anzi demografico, affidato alla freddezza siliciata del  computer,  l’esplodere del libero arbitrio, la  fanta  modernità dipinta come epoca  un po’ fatua, con rigide gerarchie sociali e politiche  che concede poco spazio alle riflessioni e alla vera umanità  (emblematica la scena e i dialoghi  di apertura o la scena nel salone di bellezza).<br />
Forse semplice moralismo, forse era  una fantascienza  facile, oramai ingenua,  probabilmente un film perfettibile.<br />
Però&#8230;<br />
Però è significativo che   tale  film mi sia venuto in mente proprio in questi giorni,   mentre il cerchio della saga di Lucas  si chiude.  E’ altrettanto significativo che tra tanti robot  votati al cabaret che popolano la saga di Lucas abbia sentito la mancanza di un robot, veramente cattivo come il lattone   Box che congela chi fugge.<br />
Il fatto, infine,  che sia andato <a href="http://www.geocities.com/Area51/Dimension/5357/"><font color="#444444">alla ricerca</font></a> di <a href="http://www.delos.fantascienza.com/delos45/loganfm.html"><font color="#444444">informazioni sul film</font></a> vuol dire che     “La fuga di Logan”, per brutto che sia,  almeno sotto il piano emotivo  qualcosa mi ha lasciato.<br />
E non solo a me, visto che un remake, e non un sequel, <a href="http://www.geocities.com/Area51/Dimension/5357/remake.htm"><font color="#444444">pare essere preproduzione</font></a>.<br />
E poi.. credetemi non è affatto un brutto film.<br />
Le idee,  e le storie, al cinema contano più delle saghe. Anzi, sarebbe meglio venissero prima.<br />
Nel frattempo,  c&#8217;è chi ha un blog che si chiama <a href="http://logantime.splinder.com/"><font color="#444444">Logan time</font></a> e  chi,  forse, questo film lo ricorda ancora.<br />
Qualora questo post  vi abbia fatto venire voglia di  vederlo o, magari, rivederlo, devo darvi una pessima notizia: il film non  è distribuito in DVD nel mercato europeo ma solo in Regione 1. Se proprio non potete aspettare…</p>

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		<title>31 film - #5 - La banda degli onesti</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Oct 2004 13:28:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fringe</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[31 film della vita]]></category>

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31 film della vita e solo uno con Totò?
Una crudeltà del genere si può giustificare solo se si accettano i fini della lista, ammettendone i limiti, facendoci anche dell&#8217;ironia.
Un solo film con Totò, citando Giacomo Furia, il Cardone &#8220;Pinturichio prima maniera&#8221; della banda degli onesti, è un &#8220;reato a responsabilità limitata&#8221; &#8230; e a me [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.ilcinemasecondome.net/old/categories/31FilmDellaVita/2004/02/03.html#a206">31 film</a> <a href="http://www.ilcinemasecondome.net/old/categories/31FilmDellaVita/2004/02/03.html#a205">della vita</a> e solo uno con Totò?<br />
Una crudeltà del genere si può giustificare solo se si accettano <a href="http://www.ilcinemasecondome.net/old/categories/31FilmDellaVita/2004/02/03.html#a205">i fini della lista</a>, ammettendone i limiti, facendoci anche dell&#8217;ironia.<br />
Un solo film con Totò, citando Giacomo Furia, il Cardone &#8220;Pinturichio prima maniera&#8221; della banda degli onesti, è un &#8220;reato a responsabilità limitata&#8221; &#8230; e a me che mi fanno?<br />
E&#8217; una scelta difficile perché Totò, più che un &#8220;semplice&#8221; attore comico, più di qualcosa che vive dentro lo schermo (televisivo o cinematografico che sia), è qualcosa che mi ha accompagnato per tutta la vita.<br />
Per questo è difficile scegliere un solo film di Totò; lui, il Principe, è una sorta di contrappunto ironico della vita, è lo sberleffo strisciante che si manifesta, al momento opportuno, con la solennità di una benedizione tanto irrevocabile quanto definitiva e fragorosa (ma mi faccia il piacere! Mi faccia), come in &#8220;Totò a colori&#8221; nella famosa scena della &#8220;imitiassion de Picassò&#8221;.<br />
Il contrappunto ironico è come la famosa serva, nel senso che &#8220;serve&#8221; a non prendere mai troppo sul serio tanto la vita, quanto gli uomini o i caporali. Di tutti e tre si deve sempre saper ridere, magari utilizzando una delle battute di Totò; proprio una di quelle che, per una strana osmosi, sono entrate &#8220;nel linguaggio comune&#8221; trasformandosi nei modi  di dire tanto noti ed efficaci che se ne fanno dei libri, quasi dei breviari. Quelli di Cuneo, gli ostetrici e, soprattutto, chi ha sempre &#8220;carta bianca&#8221;, tanto per dirne alcuni, sanno bene a cosa mi riferisco.<br />
Se proprio devo scegliere un titolo, allora, è &#8220;La banda degli onesti&#8221; perché soddisfa una serie di requisiti. E&#8217;, innanzitutto, un film in cui Totò ha delle ottime spalle, talmente brave che gli reggono il confronto.  Non a caso una delle battute più celebri del film la pronuncia Peppino (&#8221;Quando c&#8217;era lui i treni arrivavano in orario).  L&#8217;altra spalla è Giacomo Furia, nel ruolo dell&#8217;imbianchino Cardone personaggio la  cui tenera mitezza viene spesso ridicolizzata da Totò (&#8221;Cardo&#8217; l&#8217;intimo non vi rode!&#8221;).</p>
<p align="justify">Un altro motivo per  cui  questo film merita di essere inserito  <a href="http://www.ilcinemasecondome.net/old/categories/31FilmDellaVita/2004/02/03.html#a206">nella lista</a> è che, pur avendolo visto almeno una ventina di volte e conoscendo quasi a memoria tutte le battute, riesco ancora a riderne. Scopro sempre  una nuova sfumatura della mimica di Totò o nel viso dell&#8217; apparentemente imperturbabile Peppino.</p>
<p>Sulla mimica di Totò sarebbe necessario scrivere di più; era un attore completo, capace di recitare più di un ruolo  nello stesso film, riuscendo a caratterizzare magnificamente cinque grotteschi personaggi; cosa che almeno all&#8217;epoca fu snobbata dalla critica. La stessa critica si rese a stento conto che Totò, se diretto bene, era capace di ammantare la sua comicità con un velo di amarezza, di  melanconia poetica (&#8221;Cosa sono le nuvole&#8221; o &#8220;Risate di gioia&#8221;), e che nulla aveva da invidiare a Chaplin (sì, a  Chaplin) come avvenne quando fu diretto da Pasolini.<br />
E poi dici che uno si butta a fare il cinefilo!<br />
Tornando a &#8220;La banda degli onesti&#8221; aggiungo che del film ricordo sempre con piacere la colonna sonora e la sceneggiatura di Age e Scarpelli. Il film, infine, è degli anni 50  e offre uno spaccato sul tessuto sociale dell&#8217;Italia del dopoguerra, senz&#8217;altro è uno sguardo dato per divertire ma la   cosa strana è che, scherzando scherzando, si scopre che molte cose non sono tanto cambiate.<br />
Il ragioniere Casoria è  ancora in giro!</p>

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		<title>31 film - # 4 - L&#8217;abominevole dottor Phibes</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2004 15:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fringe</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[31 film della vita]]></category>

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Per questo quarto film dei miei 31 della vita &#232; necessario contravvenire ad una regola che mi&#160; sono imposto di rispettare da quando ho iniziato a scrivere di cinema: evitare di raccontare la trama dei film.In questo caso, per&#242;,&#160; &#232; necessario almeno accennarvi perché, senza&#160; raccontare la trama, si perderebbe qualcosa. Saltate, se lo credete,&#160;&#160; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
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<p align="justify">Per questo quarto film <a href="http://www.ilcinemasecondome.net/old/categories/31FilmDellaVita/2004/02/03.html#a206"><font color="#444444">dei miei 31 della vita</font></a> &egrave; necessario contravvenire ad una regola che mi&nbsp; sono imposto di rispettare da quando ho iniziato a scrivere di cinema: evitare di raccontare la trama dei film.<br />In questo caso, per&ograve;,&nbsp; &egrave; necessario almeno accennarvi perché, senza&nbsp; raccontare la trama, si perderebbe qualcosa. Saltate, se lo credete,&nbsp;&nbsp; il prossimo paragrafo.</p>
<p>La storia, dunque, molto in breve:&nbsp; Anton Phibes, celebre organista,&nbsp; perde la sua adorata moglie a causa di un intervento chirurgico seguito ad un grave incidente d&#8217;auto. Distrutto dal dolore, e sfigurato da un altro incidente automobilistico,&nbsp; Phibes mette in moto una crudele vendetta: uccidere tutti&nbsp;i medici che parteciparono all&#8217;intervento della moglie ritenuti, a torto, responsabili della sua morte. Per realizzare la sua vendetta&nbsp; Phibes decide&nbsp; di ispirarsi alle dieci piaghe dell&#8217;Egitto di biblica memoria.&nbsp; </p>
<p align="justify">Ci&ograve; che mi colp&igrave; la prima volta che vidi, almeno venticinque anni fa, questo film, furono proprio gli ingegnosi metodi, fantasiosi quanto efferati,&nbsp; con cui Phibes&nbsp; realizza la sua vendetta. Alcune di quelle indimenticabili&nbsp; &quot;esecuzioni&quot; mi sono rimaste impresse a lungo. Cito quasi a memoria:&nbsp; la&nbsp; fulminante rapidit&agrave; della &quot;peste degli animali&quot;,&nbsp; la&nbsp; sublime morte&nbsp; tramite le cavallette, la divertente&nbsp; idea sottesa all&#8217;esecuzione tramite le rane e, per finire, la grandine nel cuore di un parco pubblico Londinese. <br />Altre cose memorabili del film sono le scenografie dell&#8217;abitazione di Phibes,&nbsp; caratterizzate da&nbsp; cromatismi esasperati, che si rifanno&nbsp; ad&nbsp; un assurdo&nbsp; e grottesco stile art-deco;&nbsp; il set di abiti in puro stile anni &#8216;20 indossato da Vulnavia, l&#8217;assistente di Phibes,&nbsp; che accompagna a suon di violino alcuni omicidi, e&nbsp; l&#8217;orchestrina jazz di automi meccanici che&nbsp; fornisce parte&nbsp; della colonna sonora del film.</p>
<p align="justify">Pur essendo un horror&nbsp; il film &egrave;&nbsp; intriso di una giusta dose di macabro umorismo che&nbsp;&nbsp; rende le efferatezze&nbsp; di Phibes ancora pi&ugrave; deliziose. La scena in cui&nbsp; la polizia stacca il corpo della vittima della &quot;peste degli animali&quot; da un massiccio pannello di legno&nbsp; rimane, ad esempio,&nbsp; una delle&nbsp; cose&nbsp; pi&ugrave; divertenti che io abbia mai visto in un horror. <br />Il film, storia e scenografie a parte, poggia solo ed esclusivamente&nbsp; su Vincent Price, attore indimenticabile, alle prese con un personaggio muto, al quale riesce a conferire, solo con la&nbsp;una straordinaria mimica e la sua inimitabile voce,&nbsp; una dimensione sospesa tra&nbsp;la crudele razionalit&agrave; ed il desiderio, quasi ossessivo di vendetta animata soprattutto dall&#8217;amore che nutriva per la moglie.&nbsp;<br />La recitazione di Price sovrasta quella dell&#8217;altro protagonista del film:&nbsp; Joseph Cotten e permette di chiudere un occhio&nbsp; su&nbsp; una regia&nbsp; che non &egrave; esattamente impeccabile.<br />
Fu proprio grazie a questo film che conobbi, ed&nbsp; imparai ad apprezzare, un straordinario attore che, pur avendo un volto &quot;buono&quot;,&nbsp; ha recitato in tanti horror di Roger Corman, che &egrave; stato il famoso dottor K e che Tim Burton volle nel ruolo del creatore di &quot;Edward Mani di forbice&quot;. <br />E pensare che un attore cos&igrave; rischia di essere ricrordato&nbsp;&nbsp;per essere &quot;solo&quot; la sinistra voce che si sente in &quot;Thriller&quot; di&nbsp; Jackson.<br />Per gli amanti delle curiosit&agrave; <a href="http://www.angelfire.com/film/rdsquires/"><font color="#444444">Vincent Price</font></a> &egrave; stato anche un affermato cuoco, mi domando&nbsp; cosa davvero pensasse dell&#8217;<a href="http://bau2.uibk.ac.at/sg/poe/works/cask_amo.html"><font color="#444444">amontilado</font></a>.</p>

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		<title>31 film - # 3 - Una storia vera</title>
		<link>http://www.ilcinemasecondome.net/31-film-3-una-storia-vera/</link>
		<comments>http://www.ilcinemasecondome.net/31-film-3-una-storia-vera/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2004 21:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fringe</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[31 film della vita]]></category>

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		<description><![CDATA[

David Lynch è uno dei più grandi visionari del cinema, capace di creare rappresentazioni deviate, sporche, disturbate.
Lynch non mostra incubi, è evidente; anche a cinema gli incubi sono sempre avvolti dai colori e dal torpore tipico dei sogni, sai sempre di assistere a qualcosa che non è reale, sei certo che, prima o poi, qualcuno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
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<p><img class="articleimgleft" src="http://www.ilcinemasecondome.net/img/lynch.jpg" />David Lynch è uno dei più grandi visionari del cinema, capace di creare rappresentazioni deviate, sporche, disturbate.<br />
Lynch non mostra incubi, è evidente; anche a cinema gli incubi sono sempre avvolti dai colori e dal torpore tipico dei sogni, sai sempre di assistere a qualcosa che non è reale, sei certo che, prima o poi, qualcuno si sveglia e l&#8217;incubo svanisce.<br />
Lynch, invece, racconta cose vere, reali ma perversamente anomale, moleste ma affascinanti al punto da attirarti.<br />
La sua è una narrazione che mi ha sempre creato un senso di fastidio, uno strano e indecifrabile malessere che è davvero difficile spiegare a parole.<br />
Che Lynch sia un vero genio della narrazione per immagini lo dimostra il fatto che, proprio lui, abbia demolito e ricostruito il più classico e tradizionalmente rigido degli strumenti narrativi: il telefilm.<br />
&#8220;Twin Peaks&#8221;, infatti, altro non era che una Peyton Place in cui la normalità era bandita, non per scelta, ma perché è la normalità stessa che non esiste, è solo una flebile sottotraccia delle storie, quasi il pretesto, il canovaccio che si deve abbandonare alla prima battuta perché non serve.<br />
La realtà è una perversa, ma affascinante, deviazione.<br />
Nei suoi film ci sono sempre delle immagini nitidissime che ricordo molto bene; sono tutte raccolte in un ideale album fotografico di fastidiosi momenti cult.<br />
La cena di &#8220;<strong><a target="_blank" href="http://www.imdb.com/title/tt0074486/">Eraserhead</a></strong>&#8220;. In &#8220;<strong><a target="_blank" href="http://www.imdb.com/title/tt0090756/">Velluto Blu</a></strong>&#8220;, che ho visto quattro volte, memorabile il cadavere in piedi del poliziotto vestito di giallo che muove il braccio appena la ricetrasmittente emette un suono.<br />
Per continuare, la mano mozzata che il cagnolino si porta via o la Rossellini che si tocca il cranio fracassato in &#8220;<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0100935/">Cuore Selvaggio</a></strong>&#8221; guardando lo spettatore con uno sguardo, ed una espressione, orribile. Ancora in &#8220;<strong><a target="_blank" href="http://www.imdb.com/title/tt0090756/">Velluto Blu</a></strong>&#8221; il nudo pallido, desolato, quasi asessuato, di Isabella Rossellini.<br />
Non solo immagini, anche i dialoghi, le battute sono deliberatamente eccessive, costruite per sembrare anomale, fuori contesto e fuori misura; il &#8220;Fallo per Van Gogh!&#8221; di Dennis Hopper, i singulti grotteschi di Laura Dern, la meravigliosa &#8220;Love me tender&#8221; cantata da Cage sanguinante alla fine di Cuore selvaggio.<br />
Malgrado tutto questo quando ho stilato la mia lista dei 31 film della vita non ho avuto esitazioni, nessun ripensamento o cancellazione: &#8220;<strong><a target="_blank" href="http://www.imdb.com/title/tt0166896/">Una storia vera</a></strong>&#8221; è uno dei film della mia vita.<br />
Gli altri sono forse dei capolavori ma occupano un posto un po&#8217; più basso di questa classifica ideale e personale.<br />
Dopo le deviazioni, dopo aver sporcato di sangue anche le scarpette rosse di Dorothy, Lynch mi incanta con una storia semplice, lineare ed intima che si snoda lungo paesaggi fatti di colori caldi, tra cieli stellati, manto stradale e falò nella notte.<br />
Una indagine sui rapporti umani, sulla saggezza dell&#8217;età che ti porta a compiere imprese folli come un viaggio con il più improbabile dei mezzi: una motofalciatrice.<br />
Il viaggio è un pretesto per rappresentare una galleria di personaggi memorabili, alcuni nevrotici, altri sottilmente deviati, qualcuno mosso da un desiderio di fuga, altri ancora semplicemente pacati dalla serena accettazione di ciò che si è.<br />
Tra questi si muove un uomo vecchio che conosce poco il mondo e non sa di aver colto la vita.<br />
Quella di Lynch è una narrazione condotta senza cadere in una facile retorica, senza cedere al moralismo, senza tentare nemmeno per un attimo di stuzzicare le corde più basse dello spettatore, al punto da apparire quasi distante rispetto alla storia.<br />
Una storia vera è un grande film, uno di quelli che esci dal cinema, o spegni il DVD, e ti domandi come sia possibile narrare una vicenda che appare semplice ma che dimostra avere una profondità quasi commovente.</p>

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		<title>31 film - #2 - &#8230;Altrimenti ci arrabbiamo</title>
		<link>http://www.ilcinemasecondome.net/31-film-2-altrimenti-ci-arrabbiamo/</link>
		<comments>http://www.ilcinemasecondome.net/31-film-2-altrimenti-ci-arrabbiamo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2004 21:31:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fringe</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[31 film della vita]]></category>

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Quiz a premi senza alcun premio, così per giocare. Una cosa del genere in inglese suona molto meglio: &#8220;no prize competition così come Bud Spencer e Terence Hill suonano molto meglio di Carlo Pedersoli e Mario Girotti.
Torniamo al premio.
La domanda &#8220;no prize&#8221; è: di che colore deve essere la cappottina della dune buggy?
Per spiegare perché [...]]]></description>
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<p>Quiz a premi senza alcun premio, così per giocare. Una cosa del genere in inglese suona molto meglio: &#8220;no prize competition così come Bud Spencer e Terence Hill suonano molto meglio di Carlo Pedersoli e Mario Girotti.<br />
Torniamo al premio.<br />
La domanda &#8220;no prize&#8221; è: di che colore deve essere la cappottina della dune buggy?<br />
Per spiegare perché &#8220;<strong><a target="_blank" href="http://www.imdb.com/title/tt0069697/">&#8230;Altrimenti ci arrabbiamo</a></strong>&#8221; è uno dei 31 film della mia vita credo che sia sufficiente questo: io avevo anche l&#8217;autografo di Carlo Pedersoli. La ebbi tramite &#8220;Topolino&#8221;, io mandai il francobollo e, dopo quella che a me sembrò una eternità, mi arrivò la foto con dedica, affettuosa e personale; è l&#8217;unico autografo che abbia mai avuto in vita mia.<br />
Ovviamente quella foto è sparita, trascinata chissà dove dai tanti &#8220;cambi di stagione&#8221; e che si susseguono nella vita.<br />
Non avevo, invece, il 45 giri della colonna sonora, un vero tormentone musicale; la canzone l&#8217;ho recuperata in una compilation su CD, così ho scoperto che era degli Oliver Onions, quelli di &#8220;Giallo è il sole la forza mi dà&#8221; e altri tormentoni musicali dell&#8217;era pre-Goldrake.<br />
Parliamo del film, di quello che ricordo perché credo di non averlo mai rivisto. C&#8217;era un divertentissimo Donald Pleseance che si esprimeva in un incazzoso italo-tedesco, ricordo il killer strabico con fucile di precisione nel classica fodera di un violino: si chiamava Paganini. Indimenticabile la scazzottata in mezzo ai palloncini, la sfida birra e salsicce, i mocassini rumorosi e una violenta forchettata sul dorso di una mano e, infine, la scena del coro. Perché questo film mi colpì così tanto, al punto da scriverne almeno 30 anni dopo averlo visto? Forse perché era un film semplice.<br />
Con ruoli e schemi chiari: i buoni e cattivi. All&#8217;interno degli schemi tutte le possibili sfumature dell&#8217;umanità fino ad allora conosciuta: il buono bello e arguto e il buono burbero, il cattivo inutilmente furbo e quello totalmente idiota. Forse mi lega a questo film la facile identificazione con i personaggi, necessaria, data l&#8217;età, perché un film mi piacesse.<br />
Forse ero semplicemente convinto che io, se mi avessero fatto arrabbiare davvero, avrei risolto tutto con un paio di cazzotti come Bud Spencer: da fermo, senza rincorse, quasi pigro, infastidito ma mai cattivo <strong><a target="_blank" href="http://leonardo.blogspot.com/2003_09_01_leonardo_archive.html#106478315350675701">come dice Leonardo in questo magnifico post</a></strong>.<br />
Ho continuato a vedere i loro film fino a quando mi sono piaciuti, ricordo addirittura una lacrima sui titoli di coda di Piedone ad Hong Kong.<br />
Non vedo l&#8217;ora di rivedere il settantaquattrenne Carlo Pedersoli nel prossimo film di Ermanno Olmi.</p>
<p>Post Ps. Nel senso che lo scrivo il giorno dopo il post. <strong><a target="_blank" href="http://achille.splinder.it/">Achille </a></strong>ha vinto il no prize in palio, come documentato dai commenti. La cappottina &#8220;deve&#8221; essere gialla. Suppongo lo sapesse anche <a target="_blank" href="http://cooper.ilcannocchiale.it/"><strong>Cooper</strong></a> quindi, me magnanimo, gli aggiudico un ex equo.<br />
Potrei mettere in palio un altro no prize, a me non costa nulla. Potrei chiedervi cosa mangiava in continuazione Pleasence.<br />
Potrei, ho detto.<br />
Questo è un blog non un Trivial per cinefili in vena di amarcord.<br />
E non mi fate arrabbiare!</p>

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		<title>31 film - #1 - La casa dalle finestre che ridono</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2003 21:34:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fringe</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[31 film della vita]]></category>

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 C&#8217;è stato un periodo in cui i film dell&#8217;orrore me li facevo raccontare da chi li aveva visti o raccontava di averli visti. In questo modo ho ascoltato, &#8220;L&#8217;esorcista&#8221; prima di vederlo molti anni dopo a cinema, i primi di Dario Argento e tanti altri. Due circostanze mi costringevano a ricorrere a questa conversione [...]]]></description>
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<p><img alt="La casa dalle finestre che ridono" title="La casa dalle finestre che ridono" class="articleimgleft" src="http://www.ilcinemasecondome.net/img/casa_2.jpg" /> C&#8217;è stato un periodo in cui i film dell&#8217;orrore me li facevo raccontare da chi li aveva visti o raccontava di averli visti. In questo modo ho ascoltato, &#8220;L&#8217;esorcista&#8221; prima di vederlo molti anni dopo a cinema, i primi di Dario Argento e tanti altri. Due circostanze mi costringevano a ricorrere a questa conversione da immagini in movimento a parole, pause e sguardi: l&#8217;età e la paura.<br />
Fin quando non ho compiuto gli anni necessari per scavalcare con sorriso spavaldo la cassiera del cinema che mi ricordava che quel film &#8220;era rigorosamente vietato&#8230;&#8221; non potevo assistere a quei film.<br />
Anche quando potevo entrare regolarmente al cinema preferivo, comunque, documentarmi prima, in modo da essere preparato.<br />
Ovviamente a cinema sceglievo i posti vicino all&#8217;uscita perché, non si sa mai, qualcosa poteva essere sfuggito.<br />
I film d&#8217;orrore mi piacciono, ma non li vedo mai con l&#8217;atteggiamento di chi la paura deve sconfiggerla, quasi esorcizzarla. Non ho mai assistito ad un film d&#8217;orrore ripetendo a me stesso &#8220;tanto sono solo musica ed effetti speciali. E&#8217; tutto finto&#8221;.<br />
Io, se guardo un film horror, voglio avere paura, devo essere spaventato magari al punto tale da non dormire la notte. Al momento in cui spengo la luce devo avere almeno un ripensamento, un brivido, giusto un attimo, il tempo di auto convincermi che &#8220;E&#8217; solo un film&#8230; ora dormiamo&#8221;.<br />
A dire la verità film che mi hanno spaventato a tal punto sono pochi, pochissimi. Il resto è stato solo musica ed effetti speciali.<br />
Ci sono le eccezioni; l&#8217;ultimo brivido, ad esempio, l&#8217;ho provato con &#8220;<strong><a target="_blank" href="http://www.imdb.com/title/tt0185937/">The Blair Witch Project</a></strong>&#8221; i cui ultimi 10 minuti mi hanno schiacciato sulla sedia e mozzato il respiro. Altri brividi sparsi sono stati &#8220;<strong><a target="_blank" href="http://www.imdb.com/title/tt0074258/">Ballata Macabra</a></strong>&#8220;, &#8220;<a target="_blank" href="http://www.imdb.com/title/tt0055018/">Suspence</a>&#8221; il primo &#8220;<strong><a target="_blank" href="http://www.imdb.com/title/tt0077651/">Halloween</a></strong>&#8220;.<br />
L&#8217;Oscar per il maggior numero delle notti in bianco va a questo film italiano, visto in televisione una sola volta.<br />
Mi terrorizzò al punto tale che non ho mai avuto il coraggio di rivederlo, quindi, a buon diritto entra nella lista dei 31 film della vita.<br />
L&#8217;ho visto durante la vacanza in montagna, con un vecchio Irradio bianco e nero con pochi pollici a disposizione.<br />
Ero in compagnia dei cuginetti; eravamo a casa seduti su quelle sedie scomode che arredano le case di vacanza.<br />
Nelle scene più paurose cercavamo di rifugiarci nelle, poche, stanze vicine: non avevamo alternativa perché, all&#8217;epoca, il telecomando non esisteva.<br />
I genitori erano fuori, da qualche parte.<br />
Quando tornarono ci videro pallidi, terrorizzati mentre scorrevano i titoli di coda.<br />
Ognuno vantava di aver resistito alla paura più degli altri. Ovviamente mentivamo.<br />
Ci aveva ingannato il fatto che nessuno ci aveva mai parlato di questo film, nessuno ce l&#8217;aveva raccontato, quindi non poteva essere veramente pauroso; Pupi Avati era noto, a noi ragazzini per alcuni sceneggiati che piacevano alle mamme.<br />
Gianni Cavina, poi, faceva uno spettacolo la sera il cui tormentone era &#8220;forse che si&#8217; forse che no&#8221;&#8230;<br />
Nulla di pauroso, state tranquilli ragazzi&#8230;<br />
Non ho dormito per una settimana e, ancora adesso, quando vedo certi quadri penso alla storia di Lignani, il pittore delle agonie.</p>

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		<title>31 film - La lista</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2003 21:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fringe</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[31 film della vita]]></category>

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		<description><![CDATA[

Da una idea di Nick Hornby.
Dopo Marquant e Gokachu&#8230;
un cinefilo prova a raccontare sè stesso attraverso i 31 film della sua vita.
Venghino, siori e siore,venghino.
Protagonisti in ordine rigorosamente alfabetico
1997 Fuga da New York (1981 - J. Carpenter)
L&#8217; abominevole dottor Phibes (1971 - R. Fuest)
Alien (1978 - R. Scott)
All that Jazz (1979 - B. Fosse)
Altrimenti ci [...]]]></description>
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<p>Da una idea di Nick Hornby.<br />
Dopo <strong><a target="_blank" href="http://zittialcinema.splinder.it/1043973522#38975">Marquant</a></strong> e <strong><a target="_blank" href="http://gokachu.blogspot.com/2003_01_01_gokachu_archive.html#88244489">Gokachu</a></strong>&#8230;<br />
un cinefilo prova a raccontare sè stesso attraverso i 31 film della sua vita.<br />
Venghino, siori e siore,venghino.<br />
Protagonisti in ordine rigorosamente alfabetico</p>
<p><em>1997 Fuga da New York (1981 - J. Carpenter)<br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcinemasecondome.net/index.php/2004/31-film-4-labominevole-dottor-phibes/">L&#8217; abominevole dottor Phibes (1971 - R. Fuest)</a></strong><br />
Alien (1978 - R. Scott)<br />
All that Jazz (1979 - B. Fosse)<br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcinemasecondome.net/index.php/2004/31-film-2-altrimenti-ci-arrabbiamo/">Altrimenti ci arrabbiamo (1974 - M. Fondato)</a></strong><br />
Amadeus (1984 - M. Forman)<br />
Apocalypse now (1978 - F. Ford Coppola)<br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcinemasecondome.net/index.php/2004/31-film-5-la-banda-degli-onesti/">La banda degli onesti (1956 - C. Mastrocinque)</a></strong><br />
Blade runner (1982 - R. Scott)<br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcinemasecondome.net/index.php/2003/31-film-1-la-casa-dalle-finestre-che-ridono/">La casa delle finestre che ridono (1976 - P. Avati)</a></strong><br />
Chi ha incastrato Roger Rabbit? (1988 - R. Zemekis)<br />
Edward mani di forbice (1990 - T. Burton)<br />
Fantasia (1940 - Vari)<br />
Finalmente domenica (1983 - F. Truffaut)<br />
Frankenstein Junior (1974 - M. Brooks)<br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcinemasecondome.net/index.php/2005/31-film-6-la-fuga-di-logan/">La fuga di Logan (1976 - M. Anderson)</a></strong><br />
Giustizia per tutti (1979 - N. Jewison)<br />
Goodfellas (1990 - M. Scorsese)<br />
JFK (1991 - O. Stone)<br />
Il ladro di Bagdad (1940 - L. Berger M. Powell)<br />
Matrix (1999 - A. Wachowski - L. Wachowski)<br />
Notorius (1946 - A. Hitchcock)<br />
La pantera rosa sfida l&#8217;ispettore Closeau (1976 - B. Edwards)<br />
Pulp fiction (1994 - Q. Tarantino)<br />
Qualcosa è cambiato (1997 - J. L. Brooks)<br />
Shining (1980 - S. Kubrick)<br />
Tempi moderni (1936 - C. Chaplin)<br />
L&#8217; ultima tempesta (1991 - P. Greenaway)<br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcinemasecondome.net/index.php/2004/31-film-3-una-storia-vera/">Una storia vera (1999 - D. Lynch)</a></strong><br />
I viaggi di Gulliver (1939 - Vari)<br />
Viaggio allucinante (1966 - R. Fleischer)</em></p>

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		<title>31 film - Un incipit</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2003 21:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fringe</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[31 film della vita]]></category>

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		<description><![CDATA[

Da un paio di sere mi sento come Woody Allen all’inizio di &#8220;Manhattan&#8221;. Voglio scrivere alcune cose, inizio a scrivere, mi fermo, rileggo, decido che non mi piace, cancello, ricomincio.
Cerco una introduzione ad effetto, qualcosa che invogli a leggere ancora.
Ma non riesco a trovare l’incipit. Non riesco ad andare oltre le tre righe.
Eppure voglio scrivere [...]]]></description>
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<p>Da un paio di sere mi sento come Woody Allen all’inizio di &#8220;Manhattan&#8221;. Voglio scrivere alcune cose, inizio a scrivere, mi fermo, rileggo, decido che non mi piace, cancello, ricomincio.<br />
Cerco una introduzione ad effetto, qualcosa che invogli a leggere ancora.<br />
Ma non riesco a trovare l’incipit. Non riesco ad andare oltre le tre righe.<br />
Eppure voglio scrivere di una cosa semplice: desidero spiegare perché tra alcuni giorni posterò la mia lista dei 31 film della vita. Non è difficile. In fondo basta solo scrivere che questa idea l’ho trovata sui blog di due cinefili, <strong><a target="_blank" href="http://zittialcinema.splinder.it/1043973522#38975">Marquant</a></strong> e <strong><a target="_blank" href="http://gokachu.blogspot.com/2003_01_01_gokachu_archive.html#88244489">Gokachu</a></strong>, e che è una idea presa in prestito dal libro di Hornby “31 canzoni”.<br />
Devo, poi, solo chiarire che nella lista non ci saranno i 31 film più belli della storia del cinema perché queste cose le lascio ai critici cinematografici, loro hanno visto tutti i film del mondo, io no, sono solo un cinefilo, il cinema lo vedo e non lo studio.<br />
Deve essere altrettanto chiaro che la lista comprende 31 film che hanno lasciato un segno; sono, intimamente, i film che un cinefilo, incolto ed insonne, ricorda per qualche motivo non necessariamente cinematografico o artistico.<br />
Vorrei avvertire chi legge che è possibile che per ognuno dei 31 film scriverò più in là, solo per spiegare, anzi raccontare, perchè è stato inserito.<br />
Alla fine vorrei giocare un po&#8217; sul numero 31, è un numero perfetto, l&#8217;ha scelto Hornby. Ma è anche perfetto perché non è divisibile se non per sé stesso e, quindi, si sottrae alla divisione in parti uguali tra generi, registi, attori.<br />
Con un numero diverso sarebbe facile essere presi da smanie divisorio - compensative che rovinerebbero il gioco. 31 è il numero ideale, non è un numero enorme tale da spingerti a mettere dentro troppe cose, ma è un numero sufficientemente basso per costringerti a “dolorose” esclusioni; è un numero che mi obbliga a scegliere e, se voglio dire la verità, devo rinunciare a qualcosa, magari anche Woody Allen.<br />
Ecco, non mi sembra siano cose diffilicili da scrivere, eppure stasera non riesco nemmeno a trovare un incipit decente.<br />
Riproverò più tardi.</p>
<p>Un momento, forse ho trovato l’inizio.<br />
Scusate, corro a scrivere prima che l&#8217;ispirazione fugga altrove.<br />
Era la sua lista e lo sarebbe stata…</p>

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