Vorrei andare a vedere Hulk.
Ho letto e sentito giudizi molto diversi, quindi desidero verificare di persona ma, più che la volontà, mi manca il coraggio.
Il coraggio?
Sì, il coraggio necessario per rivivere e, magari, superare un trauma adolescenziale che ha segnato la mia vita.
Credo sia un vero e proprio trauma generazionale. Un po’ come la paura di Belfagor, il fantasma del Louvre, forse qualcuno avrà scritto una monografia, esisteranno casi clinici documentati, terapie e sedute di gruppo. Mi informerò.
Di cosa sto parlando?
Torniamo indietro nel tempo, alla mia prima adolescenza. Ero giovane, anzi eravamo giovani, avevamo il tempo di leggere i fumetti americani della Marvel, editi dalla gloriosa Editoriale Corno. Eravamo tanti, li compravamo li scambiavamo, li leggevamo e litigavamo su chi fosse più forte: l’uomo ragno o la Cosa.
Oltre ai Marvel c’erano anche i fumetti della DC, roba da poco, bazzecole.
Non c’era paragone, ad esempio, tra Thor che era un Dio e Green Lantern che era semplicemente un deficiente.
D’accordo in casa DC c’era Superman che, però, era sempre uno che, per carità fortissimo, le aveva prese da Cassius Clay e poi aveva quella lieve intolleranza alla kriptonite, mica lo si poteva paragonare ad un super soldato come Capitan America che era davvero invincibile?
Insomma i lettori Marvel erano tanti, si sentivano forti perché i loro idoli, sebbene di carta, erano forti, fortissimi. Che monolitica certezza!
I lettori dei fumetti della DC erano pochi, si nascondevano, erano come i loro eroi di carta, diciamolo erano un po’ gli sfigati dei fumetti, non potevano scambiarli perché le loro letture erano out; nessuno parlava con loro perché non si poteva discutere con un pivello che leggeva Flash, nemmeno se aveva una sorella carina; si poteva fare un strappo per Green Arrow, anche se non aveva super poteri, ma Flash no.
Ora i lettori di fumetti, di qualsiasi fumetto, desiderano una versione cinematografica del loro eroe. Il cinema è un mezzo nobile, importante e ricco. Un fumetto che diventa un film era il riconoscimento massimo che si poteva attribuire al personaggio, una conferma che il proprio eroe era davvero un eroe, al punto che ci avevano fatto un bellissimo film.
Con le versioni cinematografiche dei fumetti le certezze dei lettori Marvel vacillano, affiora una Verità: i film tratti dai fumetti Marvel fanno schifo, quelli della DC sono meravigliosi. E la colpa deve essere solo dei personaggi Marvel.
Questo è il trauma, all’epoca certe cose come regia, produzione, sceneggiatura e recitazione non erano cose note.
Un film tratto da un fumetto Marvel doveva essere bello, forte e invincibile come il personaggio. Punto e basta.
Ricordo l’anno, è il 1978, escono il primo film di Spiderman e il primo di Superman
Quale dei due ricordate?
Avanti ditelo!
Quale dei due film ricordate? Ammesso che abbiate visto quello di Spiderman.
Ecco, questo è il trauma che ha segnato una generazione: l’eroe dei pivelli, al cinema, è più bello di Peter Parker.
Come fai a parlare con i tuoi genitori di Peter Parker, spiegargli perché ti piace leggere, con i loro soldi, le avventure di uno che si arrampica sui muri, dopo averli costretti a vedere un film come quello. Non capiranno mai, per forza diranno che i fumetti sono cose stupide, per bambini, per pivelli.
E’ inevitabile.
Le mamme dei DC, invece, si inorgogliscono, nel film dell’eroe del loro figlio ci sono Marlon Brando e Gene Hackman mica una accolita di comparse come in quello di quello � come si chiama? Il topo ragno?
I più deboli i tra i lettori Marvel abiurano, si pentono, il fronte dei resistenti si dà alla macchia; i vigliacchi dicono di aver sempre letto Superman e mai e poi mai l’Uomo Ragno.
Superman infierisce con quattro sequel, mortificanti, ma sono sempre quattro, dico quattro, film contro una fetecchia.
Nove anni dopo Tim Burton consegna al cinema un capolavoro: Batman Un altro DC. Che personaggio, che eroe! Che fumetto complesso! Che cinema! Pensa te l’eroina è Kim Basinger e il cattivo è Nicholson.
E i fan Marvel, orma cresciuti, incassano silenziosi, il tempo aveva fatto dimenticare il loro trauma che questo Tim Burton lo fa affiorare dai meandri dell’anima oscuri e nebulosi come Gotham di notte, infierendo anche con uno stupendo sequel.
Ecco.
L’ho raccontato, ho quasi rivissuto il trauma. Forse raccontarlo aiuta a superarlo. Questo è il motivo per cui ogni volta che esce un film da un fumetto Marvel, sono combattuto. Vorrei vederlo ma se poi esce una cosa orribile come quell’Uomo Ragno del 1978?
Non posso tornare dall’analista e ricominciare da capo!
Secondo me, lui, il mio analista legge DC e, vi dico di più, con gli onorari si è anche comprato l’opera omnia della Justice League of America.
Non chiedetemi di parlare dell’ultimo Uomo Ragno e di Devil. Non posso, sono in grado di rivivere un trauma alla volta, credete che io sia Superman!



Eh, ma i fan di HUlk hanno avuto almeno la serie tv con Lou Ferrigno… Accontentatevi, che diamine!
Il film dell’Uomo Ragno del ’78 era in realtà il pilot di una serie televisiva. Venne distribuito nelle sale solo fuori dagli USA. Considerando che ai tempi le serie tv erano per lo più considerate intrattenimento di serie B, quindi scritte coi piedi e dotate di budget ridicoli, non puoi neanche paragonarlo al Superman di Donner che era un kolossal prodotto coi soldoni della Warner che, per dire, si era potuta permettere di assoldare Mario Puzo come autore (mi pare) del soggetto.
e’ vero… ma e’ anche vero che, a distanza di anni, gli eroi DC a cinema funzionano meglio.
E’ innegabile.