John August è uno sceneggiatore dal curriculum interessante: un paio di lavori con Burton e i due Charlie’s Angel …
…Nessuno è perfetto.
August cura un vivace blog, credo uno dei pochi di un professionista del cinema, ed ha diretto la sua opera prima. “The nines” che è passata al Sundance.
In Europa il film non ha ancora una distribuzione.
Escludo una distribuzione in futuro ma, come vedremo August è riuscito a trovare pubblico estero per un film non distribuito sul mercato creando, forse con un po’ di saggia malizia mercantile, il caso e la conversazione.
In pratica “The nines” è finito, come tutti i film, nei circuiti del P2P.
Ma almeno con una mezza benedizione del regista che, attraverso il blog, ammise che sì scaricare il film è cosa cattiva e malvagia che non lo rende felice. Ma se, con tempi che corrono e i pirati che ci sono in giro, il P2P è l’unico modo che ha il pubblico per vederlo... allora un occhio si chiude anche perchè è un progetto piccolo e mio.
Insomma una benedizione che è simile ad una indulgenza ad incasso futuro.
Un’occhiolino da, non tanto involontario, investor che potrebbe anche funzionare visto che sono molte le persone che hanno visto “The Nines” e che, mondati dal peccato, ne possono scrivere.
Magari qualcuno una decina di euro per una buona edizione in DVD ce li metterebbe anche, io incluso.
Il film.
“The nines” ha i pregi e i difetti di un film creato da uno sceneggiatore, da uno che i film li scrive.
Un classico film di struttura, cesellata e tornita, con incastri perfetti.
Un gioco di piani scorrevoli che giocano su superfici ben levigate, senza scosse e blocchi.
“The nines” è un prisma da scomporre, da guardarci dentro.
E’ un film, magari anche da entrarci dentro per vedere come, da lì si vede il “di fuori”.
Bello da scrivere, da leggere e anche bello da vedere grazie ad una messa in scena che mescola più stili di ripresa e belle idee, non proprio di giornata, messe con molta naturalezza.
Forse il piccolo difetto è proprio il voler dire troppo, il soffermarsi su troppe cose che alla fine, quando finisce, devi arrovellarti per rimettere a posto i pezzi perchè sai che nel film c’è molto non cogliesti.
Allora lo devi rivedere e rileggere, devi entrarci ancora dentro e capire come uno scrittore vede le sue creature, come sente il suo ruolo di creatore, la sua responsabilità per i personaggi che crea e per le loro scelte…. e poi come vede il pubblico.
Gioco interessante, divertente, forse un po’ celebrale e, punta d’orgoglio, le stesse cose che diceva e scriveva un premio Nobel per la letteratura.
Italiano di Girgenti.
Che lo fece con sei personaggi.


2 Comments
è possibile trovarlo in italiano o almeno sottotitolato???
Putroppo no. Al momento non e’ edito in Italia.
Ma su play.com si trova intorno a 13 euro
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