“Van Helsing” è un film che solo nei primi venti minuti riesce ad ottenere un risultato da Guinnes dei primati: far rivoltare nella tomba almeno una decina di morti, tra attori, personaggi dei classici film horror e scrittori.
Me li immagino Boris Karloff, Béla Lugosi, Lon Chaney, Bram Stroker e Mary Shelley che, dall’aldilà, reclamano una vendetta che porteranno a termine appena riescono a smettere di girare.
Vi racconto, con agile sintesi, i primi venti minuti in modo che possiate rendervi conto da soli del perchè.
Siamo in Transilvania, nel castello del dottor Frankenstein insieme alla sua creatura e al suo servo Igor che non ha la gobba (”Quale gobba?”) il cui nome non si pronuncia, ovviamente, Aigor. Nello stesso castello c’è anche Dracula insieme all’ Uomo Lupo e un paio di Orchi (sì Orchi), che più in là ci verranno presentati, con un tocco di scintillante sceneggiatura, come creature “Tanto laboriose quanto perfide”.
Se credete che manchino il Mostro della Laguna e l’Uomo Invisibile dovete solo aspettare l’annunciato sequel… (giuro che questa era una battuta che mi era venuta così per scherzare. Poi ho letto che il sequel lo fanno esattamente così).
Tutti lavorano al noto esperimento del dottore mentre il popolo di Transilvania rumoreggia nel cortile. Dovreste sapere cosa succede in questi casi.
Stacco.
Siamo a Pargi dove il torvo, ma a tutti costi cool, Van Helsing, ha la meglio su un Mister Hyde che ricorda molto una caricatura di Wolverine. Cosa ci faccia Mister Hyde, che è notoriamente anglosassone, a Parigi sulle guglie di Notre Dame, praticamente a casa di Quasimodo, non è dato saperlo. Forse gli sceneggiatori hanno fatto un po’ di confusione o, forse, volevano impedire che questo personaggio partecipasse al sequel della “Leggenda degli Uomini straordinari”.
Dopo questo fulminante inizio il film prosegue con le mirabolanti vicende di Van Helsing che, in missione “per conto di Dio”, deve sconfiggere Dracula prima che il mondo si popoli di piccoli vampiri famelici che molto probabilmente finiranno per lavorare nel cinema (questa è, invece, una battuta).
Tra l’inizio che vi ho raccontato e i liberatori titoli di coda trascorrono due ore e mezza di dialoghi cretini il cui scopo non è raccontare una storia ma solo anticipare l’ennesimo scontro tra Van Helsing e i vari mostri. Ogni tanto qualche primo piano giusto per far vedere che in questo film, in cui tutto è fuori posto, anche gli attori non sono da meno. Certo Kate Beckinsale è quello che è, però basterebbe una fotografia.
Lo show di effetti speciali, certamente notevoli, sembra l’unico motivo di un film che vorrebbe essere un film di azione ma sprofonda nel ridicolo, vorrebbe essere un tributo ai film horror della Universal ma finisce per ridicolizzarli (un Dracula a dir poco imbarazzante che cammina ostentatamente sui soffitti) e offenderne la memoria.
Ancora una cosa, per finire, il film è diretto da qualcuno che sembra aver semplicemente legato la macchina da presa a qualche oggetto volante, forse una gru sospesa, è l’ha lasciata in balia del destino. Alla fine mi girava la testa per le tante riprese da punti improbabili, piani sequenza da brivido e soggettive impossibili.
Capisco che in un film di azione ci voglia un pizzico di dinamismo nelle riprese però, in questo caso, si dovrebbe fornire lo spettatore anche di qualcosa contro il mal di mare.
Null’altro da aggiungere se non un link ad un’altra recensione di Jiro.
PS. Durante il film, ad un certo punto mi sono messo improvvisamente a ridere ricordandomi di un film di vampiri con Lando Buzzanca e Ciccio Ingrassia e ad un altro vecchio film con Gianni e Pinotto in cui compaiono Dracula, Frankenstein e l’Uomo Lupo.


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