Devo ammetterlo.
Marquant e Zini hanno proprio ragione: “La città incantata” è un film stupendo, meraviglioso, sublime, commovente…
E’ grazie esclusivamente ai loro post se, la scorsa settimana, ho visto un film d’animazione che avrei, altrimenti, trascurato con la scusa che “a me i cartoni animati con gli occhi a mandorla non piacciono e non possono piacere; punto e basta”.
Un pregiudizio, quasi un inprinting generazionale, che ha perso inesorabilmente i pezzi man mano che la visione di questo film proseguiva.
Una storia bellissima, affascinante è dire poco, che racconta di personaggi bislacchi e surreali in cui, però, potenza delle favole e degli incantesimi, sono riconoscibili squarci di realtà, metafore e messaggi molto chiari. Tanti messaggi, tante riflessioni, tanti spunti che, alla fine mi sono chiesto come sia stato possibile raccontare tutte queste cose con la leggerezza di un cartone animato.
Non solo è solo la storia in sé ad incantare ma anche la bellezza dei disegni, la caratterizzazione perfetta dei personaggi (l’uomo della caldaia e lo spirito senza volto su tutti), i colori, i paesaggi, i dialoghi.
Insomma è una delle cose più belle ed emozionanti che ho visto da quando ho deciso di raccontare il Cinema secondo…me.
Credeteci.
Ed ero uno a cui “i cartoni animati con gli occhi a mandorla” non piacevano.
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